E’ chiedere troppo un pò di tempo per capire…per capirsi? A sentirti parlare, sembra quasi che riflettere sia diventato superfluo, basta fermarsi a sentire, percepire. Se lo dici tu. Mi chiedi cos’è quella lacrima sul labbro, rispondo che è scesa, senza averne il permesso.
Spero che prima o poi capirai, come ho fatto anch’io, che una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo. E se per una volta mettessimo da parte le definizioni? Se ci buttassimo alle spalle quei meccanismi di difesa oramai diventati statici e drammaticamente prevedibili? Ultimamente non ho più il ritmo cardiaco sotto controllo, diciamo che ho avuto giorni migliori; questo blog contiene più “sostanza” che il cranio di alcune persone, il ché non sarebbe un problema, se non fosse che con queste persone ci devo convivere pur non essendo parte della mia famiglia. Dopo tutto fuori è un mondo fragile, l’importante è saperlo.
A tavola il telegiornale fa da colonna sonora e mia madre, all’ennesima notizia di cronaca nera, si lascia scappare un laconico “ma perché tutti questi omicidi?” Io sorvolo, ma non posso fare a meno di pensare che se conoscesse la gente di merda che conosco io si renderebbe conto che certi fenomeni in fondo si spiegano da soli. Mentre lascio che la mia percezione del tempo mi venga strappata dalle mani, la primavera aggredisce senza timidezza alcuna la mia Bologna; guardo fuori dalla finestra e non par vero, guardo le nuvole come non avevo mai fatto prima…come se non fossero mai esistite. Magari la prossima volta rinasco sotto forma di muffin, che sicuramente mi riserverebbe come tragico epilogo l’essere divorato vivo ma almeno morirei per una buona causa.
2 aprile 2010 alle 2:33 pm |
Sicuramente saresti un muffin alla banana e noci.
9 luglio 2010 alle 9:56 pm |
Vacca, aggiornerai mai???? è.é